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Frazeologia
Oggetto: lo sviluppo della fraseologia nella lingua e cultura italiana

La fraseologia, in linea con le direttive espresse dal Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCRE), costituisce all’interno di un percorso di studi di una lingua seconda, un aspetto tanto interessante e spassionato quanto necessario per lo sviluppo adeguato della propria interlingua. Un approccio comunicativo che preveda l’impiego di materiali autentici sia virtuali che cartacei non può ignorare l’uso della fraseologia fra persone appartenenti alla stessa cultura. Per fraseologia si deve intendere l’uso di frasi idiomatiche o fisse con significati altri rispetto a quello letterale. Il rimando è al rapporto fra “significato” e “significante” istruttivamente chiarito da Ferdinand Saussure in Corso di linguistica generale. Se al significato si associano precisi riferimenti socioculturali condivisi da una specifica comunità di parlanti, al significante si dà invece un significato esclusivamente letterale. Quest’atto è tipico dell’apprendente LS che non conosce la fraseologia, appunto. Da qui l’importanza dello sviluppo di questa competenza socioculturale con cui facilitare la comunicazione al di là delle barriere linguistiche e culturali e quindi soddisfare appieno i propri bisogni.

Qui di seguito alcuni esempi di espressioni fisse che ricorrono nel lingua italiana:

·         pesare le parole
le parole possono essere scritte, dettate, ascoltate, memorizzate, ma non misurate. Usare questa espressione significa esigere da chi sta parlando di non offendere con le parole. Significa pretendere che chi sta parlando non può pronunciare parole che recano un danno morale nell’interlocutore.

·         uno stinco di santo:
tale espressione si usa ogniqualvolta vogliamo sottolineare che la persona di cui ci stiamo riferendo non è moralmente integra. Non è una persona perfetta nei modi e nei comportamenti con gli altri.

·         Macchietta:
espressione che viene usata per dire che la persona in questione non è moralmente integra nei modi e nei comportamenti.

·         vecchio bacucco:
Il termine bacucco che deriva dal nome del profeta Habacuc funge da appellativo per quelle persone che pur non essendo avanzate nell’età si comportano come tali. Dire sei un «vecchio o una vecchia bacucca» significa considerare qualcuno/a come priva di buon ragionamento.

·         gattamorta:
La fraseologia investe anche le donne. Ogni volta che una donna si dimostra falsa o indifferente la si accusa di meschinità o di atteggiamenti subdoli tipici appunto della gattamorta. L’associazione con l’animale felino nasce proprio dal fatto che il gatto o la gatta, nell’immaginazione popolare, non gode di ottima fama. Si definiscono infatti animali infidi. Fintanto che il padrone è in casa questi si dimostrano indolenti, innocui, ma non appena il proprietario esce di casa il gatto o la gatta si appropria di tutto ciò che è stato incautamente lasciato incustodito.
 
·         gatta da pelare:
con questa espressione si intende la difficoltà di risolvere una qualsiasi tipo di situazione: nel lavoro, nello studio. Ad esempio: «l’esame di storia greca è proprio una bella gatta da pelare». L’espressione deriva dall’uso nel passato della pelle del gatto per la produzione di pellicce. Da ciò l’uso dell’espressione gatta da pelare la cui origine risale già al Cinquecento con riferimento alla difficoltà di catturare e uccidere i gatti senza danneggiarne la pelle.

·         gatta ci cova:
espressione questa che si usa quando sospettiamo di qualcuno sulla nostra personalità. Si usa per dire che in una data situazione c’è qualcosa che ci sfugge, che non è proprio tutto chiaro, che qualcuno ha organizzato alcune insidie, raggiri, inganni. Ecco che allora diciamo: «qui gatta ci cova»
·         Ottusa:
aggettivo questo che si usa per definire una persona dalla mente chiusa; di scarse vedute. La mamma che vieta alla figlia di dormire dal suo partner perché non ancora sposata.

Farsi infinocchiare:
espressione questa che indica l’essere raggirati, truffati.

·         Sbolognare
è questa invece una forma di dire ogni volta che si è sfuggiti ad una situazione a cui non si vuole partecipare.

·         Fare la scarpetta
la pulizia del piatto con un pezzo di pane dopo che si è mangiato un pasto sia un primo che un secondo. Tale gesto sta ad indicare che il pasto è stato gradito dalla persona che l’ha mangiato.

Si potrebbe continuare con tanti altri esempi di modi fissi di dire di una determinata comunità linguistica ma credo che si sia reso abbastanza chiaramente cosa si dovrebbe intendere per fraseologia.